Quanto costa un chatbot: listini, sviluppo e costi nascosti
Quanto costa un chatbot per un'azienda: i listini delle piattaforme, cosa costa farlo su misura o con un agente AI, e le voci che il preventivo non mostra.
Un chatbot costa da zero a qualche centinaio di dollari al mese se usi una piattaforma già pronta, e di più se lo fai costruire su misura e collegare ai sistemi aziendali. Il listino, però, è quasi sempre la voce più piccola: quello che pesa è il lavoro per scrivere le risposte, collegare i dati e seguire le conversazioni dopo la messa online.
Un chatbot è un programma che risponde per iscritto alle domande di chi visita un sito o scrive su un canale di messaggistica. Quelli di oggi usano un modello linguistico, cioè un sistema di intelligenza artificiale addestrato su grandi quantità di testo, che genera la risposta a partire dalle informazioni che gli dai. Il prezzo cambia con tre scelte: piattaforma pronta o sviluppo, quante conversazioni gestisce, e quanti sistemi deve leggere o modificare.
Quanto costa un chatbot per un'azienda?
Il costo di un chatbot per un'azienda si divide in tre famiglie di soluzioni, e ognuna sposta la spesa in un punto diverso. Confrontare due preventivi che appartengono a famiglie diverse è il primo errore di chi compra, perché uno mostra un canone e l'altro mostra un progetto.
| Soluzione | Come si paga | Cosa compri | Dove sta il rischio |
|---|---|---|---|
| Piattaforma pronta, configurata da te | Canone mensile, a volte con un piano gratuito | Il programma, il riquadro di chat, un pannello per caricare i contenuti | Il tempo interno per preparare le risposte |
| Piattaforma pronta, configurata da un fornitore | Canone della piattaforma più un compenso di avvio e, spesso, uno mensile | Il programma più il lavoro di qualcuno che lo imposta e lo segue | Pagare il fornitore per un lavoro che non viene scritto da nessuna parte |
| Chatbot su misura | Progetto di sviluppo, più il consumo del modello e la manutenzione | Un sistema costruito sui tuoi dati e sui tuoi gestionali | Un progetto lungo per un problema che una piattaforma risolveva già |
La prima famiglia ha prezzi pubblici, e li vediamo nella prossima sezione. La seconda e la terza no: il compenso dipende dalle ore di lavoro, e le ore dipendono da quanto sono pronte le informazioni che il chatbot deve usare. Come lavoriamo quando un'azienda decide di automatizzare le risposte è descritto nella pagina del servizio automazioni AI.
C'è una regola che vale per tutte e tre le famiglie. Prima di chiedere un prezzo, conviene sapere quante domande arrivano al mese, su quali canali e quante si ripetono. Senza questi tre numeri nessun preventivo è confrontabile con un altro, e nessuno può dirti se la spesa rientra.
Quanto costano le piattaforme di chatbot già pronte?
Le piattaforme di chatbot già pronte costano da zero a qualche centinaio di dollari al mese, e quasi tutte fanno pagare in base al volume: messaggi, conversazioni o conversazioni risolte. I listini sono in dollari, IVA esclusa, e cambiano spesso: le cifre qui sotto sono quelle delle pagine dei fornitori a novembre 2026, e vanno ricontrollate prima di firmare.
Abbiamo scelto i quattro fornitori che abbiamo trovato installati sui siti italiani nella nostra rilevazione, descritta più sotto, più Tidio, che compare spesso fra i risultati di ricerca su questo tema.
| Piattaforma | Piano di ingresso | Come cresce il prezzo |
|---|---|---|
| tawk.to | Chat dal vivo gratuita, assistente AI a partire da 29 dollari al mese | Piani con più crediti di messaggio, crediti extra a pacchetti |
| Crisp | Piano gratuito con 2 operatori, piano Mini a 45 dollari al mese | Prezzo fisso per spazio di lavoro, non per conversazione |
| Chatbase | Piano gratuito con 50 crediti, piano Hobby a 40 dollari al mese con 700 crediti | Piani a 150 e 500 dollari al mese, con più crediti e più agenti |
| Tidio | 50 conversazioni con l'assistente Lyro una sola volta, poi piani a partire da 39 dollari al mese per 50 conversazioni | Pacchetti fino a 1.000 conversazioni al mese |
| HubSpot | Agente per il servizio clienti dentro i piani a pagamento | 0,50 dollari per ogni conversazione risolta senza passaggio a una persona |
Tre cose si leggono subito dalla tabella.
Il piano gratuito è una prova, non una soluzione. Cinquanta crediti o cinquanta conversazioni bastano a vedere come risponde l'assistente, non a gestire il sito di un'azienda. Il prezzo da mettere a budget è quello del primo piano a pagamento che copre il tuo volume.
L'unità di misura cambia da un fornitore all'altro. Un credito di messaggio non è una conversazione, e una conversazione non è una conversazione risolta. Per confrontare due listini serve convertirli nella stessa unità, ed è il calcolo che facciamo nella sezione sul costo per conversazione.
Il prezzo fisso protegge, quello a consumo segue l'uso. Un canone fisso per spazio di lavoro, come quello di Crisp, ti dice in anticipo quanto spendi anche nei mesi di picco. Un prezzo per conversazione costa poco quando le domande sono poche e sale insieme a loro: va bene se ogni conversazione vale più di quello che costa, e va controllato ogni mese.
Quanto costa creare un chatbot su misura?
Il costo di creare un chatbot su misura non ha un listino, perché è fatto quasi tutto di ore di lavoro, e le ore dipendono da quattro cose che puoi conoscere prima di chiedere un preventivo. Le fasce in dollari che girano negli articoli stranieri vengono da società di sviluppo che vendono quel servizio, e misurano il loro mercato, non il tuo.
Un chatbot su misura è un sistema costruito apposta: un programma che riceve la domanda, cerca le informazioni giuste nei tuoi documenti o nei tuoi gestionali, le passa al modello linguistico e mostra la risposta nel canale scelto. La tecnica più usata per la parte di ricerca si chiama RAG, cioè generazione aumentata dal recupero: il sistema prima trova i passaggi pertinenti nei tuoi contenuti, poi chiede al modello di rispondere usando solo quelli.
Le quattro voci che spostano il prezzo, in ordine di peso:
- Lo stato delle informazioni. Se le risposte esistono già scritte, aggiornate e coerenti, il lavoro è caricarle e verificarle. Se stanno nella testa di due persone, in email sparse e in tre versioni dello stesso listino, il lavoro è scriverle, ed è la voce che pesa di più.
- I sistemi da collegare. Leggere le pagine del sito è il caso semplice. Leggere lo stato di un ordine dal gestionale o le disponibilità da un calendario richiede un collegamento per ogni sistema, con i suoi accessi e i suoi limiti.
- I canali. Il riquadro sul sito è un canale. WhatsApp, Messenger e la posta elettronica sono altri canali, ciascuno con regole e costi propri.
- Il passaggio a una persona. Un chatbot che a un certo punto deve passare la conversazione a un operatore, con lo storico visibile, richiede una casella condivisa o un CRM che riceva quel passaggio. Se non c'è, va costruito o comprato.
A queste quattro voci si aggiunge la manutenzione, che non è facoltativa. Il listino cambia, un servizio esce dal catalogo, un modello viene ritirato dal fornitore: ogni cambiamento va riportato nelle fonti del chatbot, altrimenti risponde con informazioni vecchie e con la sicurezza di chi ha ragione.
Il criterio per decidere fra piattaforma pronta e sviluppo è semplice. Se il chatbot deve solo rispondere su informazioni scritte, una piattaforma pronta fa lo stesso lavoro a una frazione del costo. Lo sviluppo su misura ha senso quando il chatbot deve leggere dati che cambiano ogni ora nei tuoi sistemi, o quando i dati non possono uscire da un ambiente che controlli tu.
Quanto costa il modello di intelligenza artificiale per ogni conversazione?
Il modello di intelligenza artificiale costa pochi centesimi di dollaro per conversazione, o meno, se usi un modello piccolo attraverso le API, cioè le interfacce che permettono a un programma di usare il modello pagando a consumo. È la voce che sorprende di più chi legge un preventivo, perché è molto più piccola di quanto si immagina.
I modelli si pagano a token. Un token è un pezzo di parola: il modello conta il testo che riceve e quello che scrive in token, e il fornitore fa pagare un prezzo per ogni milione. Secondo la scheda del modello GPT-5 mini di OpenAI, il prezzo è 0,25 dollari per milione di token in ingresso e 2 dollari per milione in uscita.
Un esempio di calcolo, con valori scelti per far vedere il metodo e non misurati su un caso reale:
- Una conversazione ha 10 risposte. È una conversazione lunga per un sito aziendale, dove spesso ne bastano due o tre.
- Ogni risposta parte da 4.000 token in ingresso. Comprendono le istruzioni, la domanda, la conversazione fin lì e i passaggi dei documenti trovati.
- Ogni risposta produce 300 token in uscita. Sono poche frasi, la lunghezza tipica di una risposta in chat.
- Il costo di una risposta. 4.000 token per 0,25 dollari al milione fanno 0,001 dollari; 300 token per 2 dollari al milione fanno 0,0006 dollari. In tutto 0,0016 dollari.
- Il costo della conversazione. Dieci risposte fanno 0,016 dollari, cioè meno di due centesimi. Mille conversazioni al mese costano 16 dollari di modello.
Lo stesso conto spiega perché i listini delle piattaforme sono più alti del consumo del modello. Il piano Tidio da 39 dollari per 50 conversazioni corrisponde a 0,78 dollari a conversazione; HubSpot fa pagare 0,50 dollari ogni conversazione risolta. La differenza non è un sovrapprezzo da evitare: paga il riquadro di chat, l'archivio, il pannello, il passaggio a un operatore e la manutenzione del programma. Ma dice dove sta il valore. Il modello costa poco; costa il lavoro intorno al modello.
Due avvertenze. Un modello più grande costa di più per ogni token, e serve raramente per rispondere su un listino. E il conteggio sale se il sistema manda al modello tutto il catalogo a ogni domanda, invece dei soli passaggi pertinenti: è un errore di costruzione che si vede nella bolletta prima che nelle risposte.
Quanto costa un agente AI rispetto a un chatbot?
Un agente AI costa di più di un chatbot perché non si limita a rispondere: compie azioni nei tuoi sistemi, come prenotare un appuntamento, modificare un ordine o aprire una pratica. Ogni azione richiede un collegamento, dei permessi e un controllo sugli errori, e sono queste tre voci a far salire il prezzo, non il modello.
Un agente AI è un sistema che riceve un obiettivo, decide i passaggi per raggiungerlo e li esegue usando strumenti esterni. La differenza con un chatbot, spiegata nell'articolo su cosa sono gli AI agent, sta tutta lì: il chatbot legge, l'agente scrive. Un chatbot che sbaglia dà una risposta sbagliata, che una persona può correggere. Un agente che sbaglia cancella una prenotazione o manda un ordine doppio.
Per questo il costo di creare un agente AI si stima a partire dalle azioni, non dalle conversazioni:
- quante azioni diverse deve compiere, perché ognuna è un collegamento da costruire e provare;
- in quanti sistemi, perché ognuno ha accessi, limiti e formati suoi;
- quali azioni richiedono una conferma umana, perché un passaggio di approvazione va progettato e ha un costo di tempo;
- come si registra cosa ha fatto, perché un'azione senza traccia non si può né verificare né annullare.
Il consiglio pratico è partire da un chatbot che legge e aggiungere un'azione alla volta, a partire da quella più frequente e meno rischiosa. Un agente costruito così costa a rate, e ogni rata si giustifica con il tempo che fa risparmiare. Un agente progettato tutto insieme costa in un'unica soluzione, e si scopre solo alla fine quali azioni servivano davvero.
Quali chatbot usano davvero i siti italiani?
I siti italiani usano il chatbot molto meno di quanto suggeriscano i siti dei fornitori. A ottobre 2026 abbiamo letto il codice della home di 164 siti italiani: 143 rispondevano, 102 di agenzie e consulenti digitali e 41 di attività locali. Una chat riconoscibile compare su 9 siti su 143, cioè il 6%.
| Cosa c'è sulla home | Siti | Quota |
|---|---|---|
| Una chat riconoscibile | 9 su 143 | 6% |
| Un collegamento a WhatsApp | 36 su 143 | 25% |
| Chat fra le agenzie digitali | 8 su 102 | 8% |
| Chat fra le attività locali | 1 su 41 | 2% |
I fornitori trovati sono quattro: HubSpot su 5 siti, Chatbase su 2, Crisp e tawk.to su uno ciascuno. Sono tutte piattaforme pronte, con un listino pubblico e un piano di ingresso sotto i 50 dollari al mese, tranne HubSpot, dove la chat fa parte di una licenza più ampia. Nessun sito del campione, per quanto la misura riesce a vedere, usa un chatbot costruito su misura.
Il dato dice due cose a chi sta valutando un preventivo. La prima: anche fra le agenzie che vendono servizi digitali, la chat sul proprio sito è una scelta di pochi, quindi non averla non è un ritardo. La seconda: l'alternativa che le aziende hanno scelto davvero è WhatsApp, presente su un sito su quattro, che costa zero e mette in contatto con una persona. Un chatbot va confrontato con quella, prima che con il nulla.
I dati sito per sito sono in strumenti-siti-italia-2026-10.csv. I limiti vanno detti accanto al numero: la misura riconosce i fornitori che conosce, quindi un sistema su misura non viene contato e il 6% è una soglia minima; e guarda solo la home, non le altre pagine del sito.
Quali costi di un chatbot non compaiono nel listino?
I costi di un chatbot che non compaiono nel listino sono cinque, e insieme pesano quasi sempre più del canone. Conviene metterli nel conto prima di partire, perché sono quelli che si scoprono a chatbot già acceso.
La preparazione dei contenuti. Un chatbot risponde bene quanto le fonti che legge. Raccogliere le domande vere, scrivere le risposte, togliere le versioni vecchie del listino e decidere cosa il chatbot non deve dire è un lavoro di giorni, fatto da chi conosce l'azienda. Cosa preparare, punto per punto, è nella guida al chatbot AI per il sito web.
Le persone che rispondono quando il chatbot non sa. Una parte delle conversazioni va passata a un operatore, ed è giusto così. Quel passaggio funziona solo se qualcuno risponde in tempi ragionevoli, e se la conversazione arriva in un posto dove viene vista, come un CRM per la piccola e media impresa o una casella condivisa.
La revisione delle conversazioni. Nelle prime settimane qualcuno deve leggere un campione di conversazioni ogni settimana, correggere le fonti dove il chatbot ha sbagliato e aggiungere le domande che non erano previste. È il lavoro che decide se il chatbot migliora o resta com'era il primo giorno.
Gli obblighi di trasparenza e di privacy. Il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act), all'articolo 50, chiede che le persone sappiano di parlare con un sistema di intelligenza artificiale, e quell'obbligo si applica dal 2 agosto 2026. Le conversazioni contengono dati personali, quindi servono un'informativa aggiornata, un contratto con il fornitore sul trattamento dei dati e una scelta su dove vengono conservate.
I canali con un prezzo proprio. Un chatbot su WhatsApp passa dalla WhatsApp Business Platform, che ha un listino di Meta per messaggio, con regole cambiate il 1° ottobre 2026 e prezzi diversi per paese e per categoria di messaggio. Va letto prima di fare i conti, insieme alle differenze fra l'app gratuita e la piattaforma spiegate nell'articolo su WhatsApp Business per aziende.
Quando un chatbot non conviene?
Un chatbot non conviene in quattro casi, e riconoscerli prima di firmare fa risparmiare più di qualunque trattativa sul canone.
Quando le domande sono poche. Se arrivano dieci richieste al mese, una persona le gestisce in meno tempo di quello che serve a preparare e controllare il chatbot. Il conto si fa così: domande al mese, moltiplicate per i minuti che servono a rispondere, confrontate con le ore di preparazione e di revisione. Se le ore del chatbot superano quelle risparmiate per molti mesi, la risposta è no.
Quando le domande non si ripetono. Un chatbot rende sulle domande uguali: orari, prezzi pubblici, tempi di consegna, documenti da preparare. Se ogni richiesta è un caso a sé, come un preventivo tecnico o una consulenza, il chatbot non ha niente da imparare e finisce per passare tutto a una persona, dopo averla fatta aspettare.
Quando le informazioni non esistono. Un chatbot non inventa le risposte giuste: le ricava da fonti scritte. Se il listino non è pubblico, se le condizioni cambiano da cliente a cliente o se nessuno ha mai scritto come funziona un servizio, il primo lavoro è scriverlo. Spesso, scritto quel testo, una pagina chiara di domande frequenti risolve già la maggior parte delle richieste.
Quando il problema vero è un altro. Se le persone scrivono perché il sito non dice cosa vendi o quanto costa, il chatbot copre il sintomo. Se scrivono e nessuno risponde per giorni, il problema sono i tempi di risposta ai contatti, e un chatbot che promette un ricontatto rapido li peggiora.
Come si confrontano due preventivi per un chatbot?
Due preventivi per un chatbot si confrontano solo se rispondono alle stesse domande. Prima di scegliere, conviene chiedere a ogni fornitore queste sei informazioni, per iscritto:
- Su quale piattaforma o modello gira. Una piattaforma pronta con un nome e un listino pubblico si può verificare. "Una nostra tecnologia proprietaria" no.
- Canone della piattaforma e compenso del fornitore, separati. Quanto va al produttore del software e quanto a chi lo configura. Un totale unico non permette di capire cosa compri.
- Chi scrive i contenuti. Se li scrive il fornitore, quante ore sono previste e chi li approva. Se li scrivi tu, il preventivo è più basso, ma il lavoro non è sparito.
- Come si passa a una persona. In quali casi, verso quale casella o CRM, e con quale storico visibile all'operatore.
- Di chi sono i dati e le fonti. Le conversazioni, i documenti caricati e la configurazione devono restare dell'azienda, ed essere esportabili alla fine del contratto.
- Cosa succede quando cresce il volume. Il prezzo per conversazione, il piano successivo, i limiti oltre i quali il chatbot smette di rispondere. Un piano che si ferma a metà mese lascia i visitatori davanti a un riquadro muto.
Un preventivo molto basso non è per forza sbagliato: può corrispondere a una piattaforma pronta, configurata in poche ore su contenuti già scritti. Diventa un problema quando a quel prezzo promette un assistente che conosce tutta l'azienda. Allo stesso modo, un preventivo che promette di eliminare il servizio clienti va scartato: un chatbot riduce le domande ripetute, non le persone che servono per tutto il resto.
In sintesi
Un chatbot su una piattaforma pronta costa da zero a qualche centinaio di dollari al mese, con listini che crescono per messaggi, conversazioni o conversazioni risolte. Il modello di intelligenza artificiale, usato attraverso le API, costa pochi centesimi per conversazione; il prezzo vero è il lavoro per preparare i contenuti, collegare i sistemi e rivedere le conversazioni. Un agente AI costa di più perché compie azioni, e si stima a partire da quelle. Nei siti italiani che abbiamo letto a ottobre 2026 una chat compare su 9 home su 143, mentre WhatsApp su 36: è l'alternativa con cui confrontare ogni preventivo.
Domande frequenti
Quanto costa un chatbot per il sito web?
Su una piattaforma pronta parte da zero con i piani gratuiti, che bastano per una prova, e il primo piano a pagamento costa fra 29 e 45 dollari al mese nei listini di tawk.to, Chatbase, Tidio e Crisp letti a novembre 2026. A questo si aggiunge il tempo per scrivere le risposte e rivedere le conversazioni, che pesa più del canone.
Quanto costa creare un chatbot su misura?
Non c'è un listino, perché il costo è fatto di ore di lavoro. Le ore dipendono da quattro cose: quanto sono pronte le informazioni, quanti sistemi bisogna collegare, su quanti canali deve rispondere e come passa la conversazione a una persona. Il consumo del modello, nel nostro esempio di calcolo, vale meno di 2 centesimi di dollaro a conversazione.
Quanto costa un agente AI per un'azienda?
Costa più di un chatbot perché compie azioni nei sistemi aziendali, come prenotare o modificare un ordine. Si stima a partire dal numero di azioni, dai sistemi da collegare e da quali passaggi richiedono una conferma umana. Conviene partire da un chatbot che legge e aggiungere un'azione alla volta, a partire dalla più frequente e meno rischiosa.
Esiste un chatbot gratuito per aziende?
Sì, ma come prova. tawk.to offre la chat dal vivo gratis, Crisp ha un piano gratuito con 2 operatori, Chatbase un piano con 50 crediti al mese e Tidio 50 conversazioni con l'assistente AI una sola volta. Per un sito aziendale con un volume reale di domande serve quasi sempre il primo piano a pagamento.
Conviene un chatbot o un collegamento a WhatsApp?
Per la maggior parte delle piccole aziende conviene partire da WhatsApp: nella nostra rilevazione di ottobre 2026 compare su 36 home italiane su 143, contro 9 con una chat. Costa zero e risponde una persona. Un chatbot conviene quando le domande ripetute sono tante e le risposte esistono già scritte.
Quanto costa il modello AI dietro un chatbot?
Poco, se è un modello piccolo usato attraverso le API. GPT-5 mini costa 0,25 dollari per milione di token in ingresso e 2 dollari per milione in uscita: con 10 risposte da 4.000 token in ingresso e 300 in uscita, una conversazione costa circa 0,016 dollari, e mille conversazioni circa 16 dollari al mese.

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