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SEO29 settembre 20267 min di lettura

Visite da ChatGPT su Google Analytics: come trovarle

Le visite dagli assistenti AI finiscono fra i referral, nel non assegnato o nel diretto. Come isolarle in GA4 e cosa resta comunque fuori dai numeri.

Le visite dagli assistenti AI in GA4 non hanno un canale proprio: finiscono fra i referral, nel traffico non assegnato o nel diretto. Si isolano in dieci minuti creando un gruppo di canali personalizzato con i domini degli assistenti, e la modifica vale anche sui dati passati. Una parte resta però invisibile per sempre, e conviene sapere quale.

Dove finiscono oggi le visite dagli assistenti?

ChatGPT aggiunge da solo il parametro utm_source=chatgpt.com ai link che cita, come spiega OpenAI nelle FAQ per chi pubblica. In GA4 quelle visite hanno la sorgente chatgpt.com e finiscono fra i referral o nel traffico non assegnato.

Perplexity, Gemini, Claude e Copilot arrivano come referral dal loro dominio, quando il browser passa l'indirizzo di provenienza.

Una parte si perde nel diretto. Le app spesso non passano la provenienza, e chi copia l'indirizzo e lo incolla risulta arrivato da solo.

Le AI Overview di Google non si distinguono: per Analytics sono ricerca organica. Cosa cambiano lo trovi in AI Overview di Google: cosa cambia per il tuo sito.

Come si fa il controllo veloce?

In Report, Acquisizione, Acquisizione traffico, imposta la dimensione "Sorgente/mezzo sessione" e scrivi nella ricerca chatgpt, poi perplexity, poi gemini. In un minuto sai se le visite ci sono e da quando. Se non trovi niente, prova anche openai e copilot: alcune visite arrivano da indirizzi diversi da quello principale dell'assistente.

Come si crea un canale fisso per gli assistenti AI?

Per vederle ogni mese senza cercarle serve un gruppo di canali personalizzato. Google lo spiega nella guida ai gruppi di canali, e usa proprio gli assistenti AI come esempio.

  1. In Amministrazione apri Visualizzazione dei dati, poi Gruppi di canali.
  2. Crea un nuovo gruppo partendo da una copia di quello predefinito.
  3. Aggiungi un canale "Assistenti AI" con la condizione: Sorgente, corrisponde all'espressione regolare .*(chatgpt\.com|openai\.com|perplexity\.ai|claude\.ai|gemini\.google\.com|copilot\.microsoft\.com).*
  4. Sposta "Assistenti AI" sopra Referral. Ogni visita va nel primo canale che la descrive: più in basso, i referral se la prenderebbero prima.
  5. Salva. Il gruppo vale anche sui dati passati, quindi vedi subito la storia.

Una proprietà standard ha due gruppi personalizzati, e questo ne occupa uno. L'elenco dei domini va rivisto ogni tanto: gli assistenti cambiano indirizzo e ne arrivano di nuovi.

Cosa guardare, oltre al numero?

All'inizio il volume sarà piccolo. Conta di più:

  • Su quali pagine atterrano. Sono quelle che gli assistenti citano, e dicono cosa del tuo sito viene considerato una buona risposta.
  • Se diventano contatti. Con gli eventi chiave impostati, confronta le richieste da questo canale con quelle dalla ricerca organica, con lo stesso metodo che serve per scegliere fra Google Ads o SEO. Gli altri numeri che vale la pena leggere ogni mese sono elencati in metriche del sito web: quali contano davvero.
  • La tendenza. Un mese non dice niente, sei mesi dicono se il lavoro per farsi citare dagli assistenti sta portando qualcosa.

Cosa resta comunque fuori dai numeri?

Molte persone leggono il tuo nome in una risposta e poi ti cercano su Google. Per Analytics è una ricerca organica sul marchio, non una visita da ChatGPT. Due abitudini aiutano: guarda in Search Console se crescono le ricerche con il tuo nome, e nel modulo di contatto chiedi come ti hanno conosciuto, con una voce apposta per gli assistenti AI accanto a Google, social e passaparola. È la domanda più vecchia del marketing, e con gli assistenti torna utile.

Quanto traffico aspettarsi, in pratica

Poco, all'inizio, e questo è normale: la quota di visite dagli assistenti su un sito di PMI italiana si misura in unità o decine al mese, non in migliaia. Il motivo sta nei numeri della ricerca: con una sintesi AI in pagina solo l'1 per cento degli utenti clicca una fonte citata, secondo la rilevazione Pew di luglio 2025 che abbiamo ripreso in AI Overview di Google: cosa cambia per il tuo sito.

Quello che cambia è la qualità: chi arriva ha già letto una descrizione di te e porta una domanda precisa. Per questo il numero da guardare non è il volume ma il rapporto fra visite e contatti di quel canale, confrontato con la ricerca organica.

Non conviene nemmeno giudicare il lavoro su un mese. Le risposte degli assistenti cambiano fra una sessione e l'altra, quindi la serie utile è di sei mesi: prima si legge il rumore.

Prima della domanda: Analytics c'è?

Vale la pena verificare il presupposto, perché spesso manca. A ottobre 2026 abbiamo guardato la home di 164 siti italiani, 143 raggiungibili: il 75 per cento ha uno strumento di analisi installato, e fra le attività locali la quota scende al 59, cioè quattro su dieci non misurano niente.

Chi non ha Analytics non deve creare un canale per gli assistenti: deve installare Analytics, dichiarare la conversione e aspettare qualche settimana di dati. Chi lo ha già, ma senza eventi chiave impostati, vedrà le visite dagli assistenti e non saprà se diventano richieste, che è l'unica cosa che conta su volumi piccoli. I dati grezzi sono in strumenti-siti-italia-2026-10.csv. La misura riconosce i fornitori che conosce, quindi i numeri sono una soglia minima, e guarda la home e non tutto il sito.

I crawler degli assistenti non compaiono in Analytics

Vale la pena chiarire un equivoco frequente, perché fa cercare numeri che non esistono. I crawler degli assistenti, cioè i programmi che leggono le pagine per costruire le risposte, non compaiono in Google Analytics: il codice di Analytics è JavaScript, e quei crawler nella quasi totalità dei casi non lo eseguono. Quando ChatGPT cita il tuo sito, in Analytics non c'è traccia della lettura: c'è traccia solo della visita di una persona che poi ha cliccato.

Dove si vede il passaggio dei crawler è nei log del server, se il tuo hosting li rende disponibili: lì compaiono per nome, GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot. È anche l'unico modo di verificare che possano entrare, oltre a leggere il proprio robots.txt: come si decide chi lasciare passare sta in come comparire su ChatGPT e negli assistenti AI.

Domande frequenti

Perché non vedo le visite da ChatGPT in Google Analytics?

Perché GA4 non ha un canale per gli assistenti AI e quelle visite si disperdono. ChatGPT aggiunge da solo il parametro utm_source=chatgpt.com ai link che cita, quindi in GA4 hanno sorgente chatgpt.com e finiscono fra i referral o nel traffico non assegnato. Perplexity, Gemini, Claude e Copilot arrivano come referral dal loro dominio, quando il browser passa l'indirizzo di provenienza.

Come si crea un canale per gli assistenti AI in GA4?

In Amministrazione apri Visualizzazione dei dati, poi Gruppi di canali, e crea un nuovo gruppo partendo da una copia di quello predefinito. Aggiungi un canale "Assistenti AI" con condizione sulla sorgente che corrisponda all'espressione regolare dei domini degli assistenti, e spostalo sopra Referral, perché ogni visita va nel primo canale che la descrive. Il gruppo vale anche sui dati passati.

Cosa resta comunque fuori dai numeri?

Chi legge il tuo nome in una risposta e poi ti cerca su Google: per Analytics è una ricerca organica sul marchio. E chi arriva da un'app che non passa la provenienza, o copia e incolla l'indirizzo, che risulta traffico diretto. Due rimedi: guardare in Search Console se crescono le ricerche con il tuo nome, e chiedere nel modulo di contatto come ti hanno conosciuto.

Quante visite dagli assistenti sono normali?

Su un sito di PMI italiana si parla di unità o decine al mese, non di migliaia: con una sintesi AI in pagina solo l'1 per cento degli utenti clicca una fonte citata. Il numero da guardare non è il volume ma quante di quelle visite diventano contatti, confrontato con la ricerca organica, su una serie di almeno sei mesi.

In sintesi

Le visite dagli assistenti ci sono già, solo sparse. Un canale dedicato in GA4 le rende visibili in dieci minuti, anche sul passato. Guardale per capire quali pagine vengono citate e se portano contatti, sapendo che una parte arriverà sempre come traffico diretto o come ricerca sul marchio.

Denis Sandor

Denis Sandor

Fondatore di RedX

Aggiornato il 25 ottobre 2026

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