Migrazione sito web senza perdere posizionamento
Migrazione sito web: cosa fa crollare il traffico quando si rifà il sito, quali reindirizzamenti servono e cosa misurare prima di spegnere il vecchio.
Una migrazione sito web non fa perdere posizionamento da sola: lo fanno gli indirizzi che cambiano senza dire dove sono finiti e i testi tagliati per fare qualcosa di più snello. Google non ha indicizzato il tuo sito, ha indicizzato l'elenco dei suoi indirizzi: ognuno che sparisce senza reindirizzamento riparte da zero.
Per questo il crollo arriva dopo, non il giorno del lancio: il sito nuovo piace a tutti, e tre settimane dopo le richieste si sono dimezzate senza che nessuno sappia perché.
Perché una migrazione sito web fa perdere traffico?
Gli indirizzi cambiano. /prodotti.html diventa /prodotti/scheda/. Senza un reindirizzamento permanente il vecchio risponde errore, e con lui perdi posizione e link in entrata. Il procedimento sta nella guida di Google allo spostamento di un sito.
I testi si accorciano. Le pagine lunghe sembrano vecchie e diventano tre righe eleganti, che non rispondono più alle domande per cui venivano trovate.
Cosa salvare prima di toccare niente
Si raccoglie mentre il vecchio sito è in piedi, perché dopo non c'è più.
- L'elenco completo degli indirizzi, dalla sitemap e dalle pagine indicizzate in Search Console, non solo quelli nel menu.
- Quali portano visite e contatti: quelle si rifanno prima, e i loro indirizzi non si toccano.
- Testi e titoli delle pagine che lavorano: il design cambia, il contenuto che le fa trovare no.
- Una misura di partenza: visite, posizioni e richieste del mese prima.
Reindirizzamenti: uno a uno, mai tutti in home
Ogni vecchio indirizzo va mandato con un reindirizzamento permanente alla pagina nuova sullo stesso argomento, una riga per pagina. Mandare tutto alla home è la scorciatoia che costa più caro: Google la tratta come un errore mascherato e non trasferisce niente.
Se il sito nuovo può tenere gli stessi indirizzi, tienili. Il primo giorno verifica che i vecchi rispondano con un reindirizzamento, che la sitemap sia inviata e che il sito non sia rimasto chiuso ai motori come la versione di prova. Poi, per due settimane, guarda pagine indicizzate ed errori di scansione e rimisura le prestazioni con i Core Web Vitals. Come lavoriamo è nella pagina del servizio SEO e GEO.
Quando non conviene rifare il sito
Quando il problema non è il sito. Se le visite ci sono e le richieste no, rifarlo da zero sposta il rischio senza risolvere niente: le cause sono poche e si escludono in ordine, come in sito che non converte.
Con molte pagine che portano traffico non conviene rifarlo tutto insieme, e dominio e struttura non si cambiano nello stesso momento: se va storto non saprai quale dei due è stato.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per recuperare il posizionamento dopo una migrazione?
Con i reindirizzamenti completi e i testi conservati servono qualche settimana: Google deve ripassare ogni indirizzo e registrare dove è finito. Se dopo un mese non risale, la mappa è incompleta.
Si può cambiare dominio senza perdere posizionamento?
Sì, ed è il caso più gestibile, perché il percorso delle pagine resta identico. Servono il reindirizzamento dell'intero vecchio dominio, il cambio di indirizzo dichiarato in Search Console e i link aggiornati altrove. Il vecchio dominio va tenuto attivo per anni.
Quanto costa una migrazione fatta bene?
Non è una voce a parte, è lavoro dentro il rifacimento. Nella nostra rilevazione su 27 listini italiani la mediana di un sito è 1.500 euro, con i dati in agenzie-web-prezzi-2026-10.csv. Chiedi in preventivo chi fa la mappa, come fra le voci di quanto costa un sito web.
In sintesi
Una migrazione non è un problema di grafica, è un problema di indirizzi. Salva l'elenco delle pagine, quali portano contatti e i loro testi, poi reindirizza una a una, mai in blocco alla home. È il lavoro che tiene in piedi la SEO sul tuo sito.
Redazione RedX
Redazione RedX
